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Settembre 1, 2009

“Serafino Mandolini” di Maurizio Giustini

Archiviato in: Libri da leggere — assenziolibri @ 4:55 pm

"Serafino Mandolini" di Maurizio GiustiniSerafino Mandolini

Maurizio Giustini

ISBN: 978-88-7418-579-5

Pagine

Euro 12,00

ed. 2009

Nello sfondo della città di Arezzo e di un condominio agghiacciante, Serafino Mandolini intreccia una memoria a breve termine del proprio mondo privato. Corteggiamenti, seduzione e sesso sono strumenti di potere in relazioni dense di colpi di scena e di ironia.

Il narratore proclama una purezza di sentimenti che sembra elevarlo sugli altri. Sarà poi vero? Mentre la sua voce lo afferma i vivaci dialoghi con le donne amate introducono qualche sospetto, fino alla pagina finale dove il protagonista si rivelerà.

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6 Commenti »

  1. Serafino Mandolini non è soltanto un romanzo. E’ un viaggio dentro un’ironica e rocambolesca ricerca di stabilità affettiva che, in realtà, il protagonista cerca solo razionalmente. A livello emotivo la coerenza sentimentale di Serafino è tanto lontana quanto interpretata in maniera del tutto personale. Leggendo il libro si ha come l’impressione di trovarsi sempre impreparati ai rapidi mutamenti di Serafino, alle sue desuete ingenuità e alle sue radicate convinzioni puntualmente smentite dalla veridicità dei personaggi che gli ruotano intorno e che, pur affiancandolo, non riescono mai – veramente – a intaccarne la forza istrionica.

    Commento di Laura Occhini — Settembre 3, 2009 @ 1:13 am | Replica

  2. Mi è piaciuto molto questo libro, che è insieme ironico, comico (perfino esilarante in alcuni episodi), ma anche infinitamente amaro, quando si capisce che il protagonista è una persona alla ricerca di una memoria, che in realta’ non possiede….
    La sua eterna indecisione, il suo non riuscire a decidersi nemmeno chi ama, non fa per niente ridere, tutto sommato…

    Commento di Cristina — Novembre 9, 2009 @ 2:37 am | Replica

  3. SERAFINO MAMDOLINI, una pagina tira l’altra.Il racconto ti incuriosisce a tal punto che non puoi fare a meno di andare avanti senza interruzioni.Mi sono divertito tanto.Mi sembrava di vedere te in alcune situazioni con il modo che hai di raccontare le cose e ridevo ancora di più. Se un giorno avrò un gatto lo chiamerò senzaltro “schizzo”.Ci lasci a bocca asciutta nel finale senza dire cosa c’è scritto nella lettera…Si o no.? Ha ragione Michele;ci vuole Serafino Mandolini 2……Comunque tanti complimenti.

    Commento di Nedo Franchi — Novembre 10, 2009 @ 9:49 am | Replica

  4. SERAFINO MAMDOLINI, una pagina tira l’altra.Il racconto ti incuriosisce a tal punto che non puoi fare a meno di andare avanti senza interruzioni.Mi sono divertito tanto.Mi sembrava di vedere te in alcune situazioni con il modo che hai di raccontare le cose e ridevo ancora di più. Se un giorno avrò un gatto lo chiamerò senza dubbio “schizzo”.Ci lasci a bocca asciutta nel finale senza dire cosa c’è scritto nella lettera…Si o no.? Ha ragione Michele;ci vuole Serafino Mandolini 2……Comunque tanti complimenti.

    Commento di nedo franchi — Novembre 10, 2009 @ 9:57 am | Replica

  5. Ho scoperto quasi casualmente “Serafino Mandolini” in occasione della presentazione ufficiale tenuta dall’autore a Civitavecchia. L’acquisto che, quella volta, ritenni inevitabile dopo aver ascoltato le intelligenti e acute osservazioni di Maurizio Giustini, si è poi confermato essere particolarmente felice sotto tutti i punti di vista. “Serafino Mandolini” è infatti la sorpresa – tanto bramata quanto inaspettata – che tutti vorremmo ricevere, un libro di cui si sentiva il bisogno, la necessità.

    Attraverso uno stile brillante e piacevolissimo l’autore – mostrando in questo una forte sensibilità socio-antropologica – riesce a dar vita a un incredibile universo narrativo che, seppur sotto vesti parodistico-iperboliche, ben si presta a interpretare fedelmente lo spirito del nostro tempo.

    Serafino Mandolini, il protagonista della storia, è un uomo alla ricerca di un equilibrio che sembra costantemente sfuggirgli di mano. Sospinto da un’autentica e incontenibile istintività vitale finisce continuamente col ritrovarsi in esilaranti situazioni cui la propria (indomita) razionalità cerca, non certo senza fatica, di trovare puntuali quanto originali spiegazioni logiche. Un’intuizione narrativa, questa, già di per sé ricca di importanti potenzialità diegetiche, ma di cui l’autore non sembra affatto accontentarsi. Vuole andare più a fondo, vuole qualcosa di più dal suo testo. Il suo obiettivo, lo si è detto poco sopra, è quello di fotografare l’essenza del nostro tempo, e non può, dunque, fermarsi a una minuziosa caratterizzazione del solo protagonista attorno al quale far ruotare l’intera storia. Con estrema cura e precisione si mette così a delineare gli eccentrici profili di ciascuno degli elementi che andranno a popolare il sistema dei personaggi, riuscendo nell’intento di plasmare un microcosmo vivo e reale che poggia su un sistema interazionale profondamente coerente con i propri principi. L’operazione riesce perfettamente; la complessità e completezza dei rapporti cui l’opera può finalmente dar vita fanno emergere dal testo una problematica condizione di fondo che trascende il singolo per farsi paradigma dell’umanità tutta: una profonda crisi identitaria di cui Serafino e i suoi compagni di vita, in fin dei conti, non sono altro che proiezioni.

    La lettura di “Serafino Mandolini”, insomma, diverte e graffia l’anima, ricordandoci in questo modo di averne una. E’ a quest’opera che dovremmo pensare quando, nella frenesia di tutti i giorni, restiamo vittime di quella progettualità raziocinante che esclude dai propri programmi ogni parvenza di magia, imprevedibilità e incoerenza che dovrebbe far parte delle nostre vite. Una maggiore consapevolezza della propria condizione, infatti, non può che essere il primo passo per raggiungere un vero equilibrio.

    Commento di Alessandro Borghini — Novembre 26, 2009 @ 7:26 pm | Replica

  6. Il romanzo mi è piaciuto molto e le faccio i complimenti.
    Già dalle prime pagine ho capito che il racconto non permetteva interruzioni: una volta aperto Serafino Mandolini è difficile chiuderlo,. Mi ha colpito particolarmente questo “viaggio ironico” fatto dal protagonista e ancor di più la continua ricerca da parte dello stesso di un equilibrio sentimentale fittizio. Serafino Mandolini pagina dopo pagina stupisce ed emoziona, nulla appare scontato.
    Ritengo che il romanzo sia una chiara rappresentazione dei nostri tempi.

    Gli intercalari aretini non potevano mancare.

    Commento di Martina — Dicembre 2, 2009 @ 5:58 am | Replica


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